Scacco al re….da Corleone- diario delle Sentinelle della Legalità

“Corleone 14 luglio 2011 (dai diari di LIBERARCIDALLESPINE)
Purtroppo siamo arrivati alla fine di questo magnifico campo di lavoro.
Stamattina abbiamo avuto il primo saluto da parte di Milos, che ci ha abbandonati. Tra alcuni pianti e un po’ di malinconia siamo andati, come ormai da alcuni giorni, in vigna. Il lavoro però è stato molto meno faticoso del solito essendo l’ultimo giorno. Abbiamo sistemato le ultime cose e poi ci siamo incamminati cantando a squarciagola alla fontana, diventata da giorni la piscina di noi ragazzi. Dopo un bel bagnetto, tutti pieni di alghe del fondo della fontana, siamo tornati a casa.
Nel pomeriggio, dopo il riposino, abbiamo fatto la verifica finale nella quale ci sono stati i ringraziamenti alla cooperativa che ci ha ospitati in queste due settimane e l’analisi di questi giorni in cui abbiamo scoperto nuove cose e ne abbiamo consolidate altre.
Alla fine della verifica Calogero ci ha consegnato gli attestati della cittadinanza onoraria di Corleone e questa è stata un’emozione e un onore per tutti noi.
Stasera andremo a fare “Scacco al re”, che preferiamo non anticiparvi cosa sia, perché speriamo che sia una sorpresa per tutti voi come lo è stato per noi; perfino noi lo abbiamo scoperto soltanto ieri sera di cosa si trattasse.
Giunti a questo punto dell’esperienza, non ci resta che augurare al prossimo gruppo di vivere un soggiorno intenso, emozionante e divertente come il nostro.
Le nostre vacanze dopo queste due settimane hanno acquisito un valore maggiore e quando torneremo a casa non dimenticheremo tutto ciò che abbiamo appreso.
Irene e Agnese”

…e siccome Fragola è curiosa…ha digitato su Internet “scacco al re Corleone…..e ha trovato questo e altro….

nota aggiunta il 16 agosto 2016 (guarda qui )

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Riflessioni di un genitore sulla dislessia.

DISLESSIA-PESCE

Da quando abbiamo appurato che nostra figlia è dislessica, nel 2012, nella mia testa sono passate tante idee e tante emozioni hanno scosso il mio animo.
Primo tra tutti c’era il pensiero di avere colpa di qualcosa.
Noi avevamo trasmesso questa caratteristica.
Noi non ci eravamo accorti per tempo della cosa.
Noi avevamo inflitto punizioni ingiuste per scarso impegno nello studio e avevamo alimentato frustrazioni che avevano minato il senso di autostima di nostra figlia!
La NON CONOSCENZA di cosa sia la dislessia ha generato tante preoccupazioni.
Ma essere dislessici NON significa essere poco intelligenti!
Non mi nascondo dietro ad un dito: quando non conoscevo questo dettaglio, evitavo di affrontare l’origine dell’insuccesso scolastico di mia figlia perché temevo di dover riconoscere un mio personale fallimento. Quanto sono stata stupida!
Mi resta il rimpianto di aver perso del tempo prezioso, rifiutando di vedere certi segni predittivi.
Non potrò mai dimenticare il sospiro di sollievo che mia figlia emise quando la psicologa ci rese i risultati dei test facendo questa premessa: ” Hai scelto tu il meraviglioso colore dei tuoi occhi?” Alla risposa negativa della mia creatura, la dottoressa concluse: ” Non hai scelto neppure di essere dislessica. Adesso devi soltanto diventare consapevole che riuscirai a fare tutto come gli altri, ti costerà maggiore impegno e fatica per scoprire gli strumenti compensativi. Ma tu vali un sacco e sei intelligente!”
Quello fu il punto di svolta.
Mia figlia in questi quattro anni ha tirato fuori tutta la sua determinazione. Non posso negarlo: è stata una strada in salita!
C’è stato un necessario tempo di rodaggio per diventare consapevoli e per scoprire i modi e gli strumenti necessari per facilitarle lo studio quotidiano.
I primi risultati, in termini di successo scolastico, mia figlia se li sta godendo dallo scorso anno. E c’è comunque la fatica giornaliera ed il tempo occupato dallo studio.
La mia Ribes arriva al periodo delle vacanze stremata e vogliosa soltanto di riposare!
Per noi è stato una ricerca continua di metodi e strumenti didattici e, laddove la scuola e certi insegnanti erano poco preparati o poco disposti a rimuovere pregiudizi sui Disturbi specifici di Apprendimento, una lotta per sostenere gli sforzi e la stanchezza della nostra ragazza.
Devo dire che molto del nostro impegno genitoriale è confluito nel rafforzare la stima di nostra figlia nelle sue infinite potenzialità di persona.
Perché SIAMO, sempre e prima di qualsiasi altra cosa, indipendentemente da quanto e come sappiamo!
Non so se come genitore sono riuscita a rimediare appieno agli sbagli commessi e quanto ancora essi segneranno la vita di mia figlia.
Come insegnante spero di aver acquisito la necessaria empatia per aiutare i miei ragazzi e le mie ragazze, dando un giusto supporto a loro e alle loro famiglie.

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Parole da leggere-con quali criteri scegli un libro da leggere? parte seconda

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La prima volta che ho letto “Ci sono bambini a zigzag” di David Grossman è stato circa otto anni fa.
Fu consigliato a mia figlia dalla sua professoressa di lettere delle medie. Fu preso in prestito presso la nostra biblioteca comunale, mia figlia lo iniziò ma lo lasciò quasi subito dicendo che non faceva per lei.
Prima di restituirlo decisi di scoprire cosa ci fosse di tanto illeggibile in questo libro e fui subito catturata!
Lo lessi d’un fiato, come si beve l’acqua nelle giornate di agosto, perché fui presa dalla narrazione del viaggio del giovanissimo protagonista, Amnon, che si avvicendava tra suspence e colpi di scena.
A distanza di anni, del libro, non ricordavo nessun particolare ma avevo conservato il sapore di mistero, di dolcezza, di scoperta che permeava tutta la storia.
È stato per questo che ne ho consigliato la lettura ai membri di “Parole da Leggere”.
Quando il libro è stato sorteggiato per il mese di Luglio, nel timore di aver fatto un passo azzardato, me lo sono comprato subito e mi sono buttata a capofitto in una seconda lettura, lenta e analitica.
Ed ho scoperto perché il libro prende questo titolo! No, non prendetemi in giro. A voi non capita mai, nel voler vedere come una storia finisce, di tralasciare dettagli che, lì per lì, non vi sembrano significativi? Come nel caso dei nomi stranieri dei personaggi, perché nella vostra testa ormai sono Lui, Lei, il Cattivo, l’Amica….. ecc?
Beh, tornando al titolo…. la nostra Gabi, prospera, generosa, surrogato di mamma, perenne femminile contraddizione, difende strenuamente il suo “Nono” dalle critiche dell’insegnante che lo vorrebbe espellere per il suo comportamento svogliato e inconcludente.
.“ Quelli che secondo lei sono limiti, secondo me sono punti di forza!” e si piazzava davanti all’insegnante, gonfia come un cobra cui abbiano insidiato la prole. “Si possono anche definire, giusto per fare un esempio, un’anima da artista! Sì! forse non tutti sono adatti all’inquadramento della scuola! Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no e ci sono….” Gabi abbassava la voce, levava una mano per aria, come faceva la famosa attrice Lola Ciperola in Casa di Bambola, e sussurrava con una voce da far rabbrividire: “Ci sono bambini a zigzag!”
E questo bambino a zigzag è Amnon, detto Nono o anche NoniK. Il suo nome deriva da Amnono che significa Pesce Persico.
E colui che si chiede ripetutamente “Chi sono?” e di volta in volta scopre qualcosa di sé che rende chiaro il perché egli sia così arzigogolato.
Se ne ha un assaggio nell’ottavo capitolo quando il ragazzo scopre le sue affinità con l’affascinante e misterioso Felix.
“Mi dispiaceva di non avere un cappello da cowboy…lo dissi a Felix, che scoppiò a ridere, buttando la testa all’indietro, e per un istante mi sembrò di nuovo uno sparviero, una pantera, magari un po’ vecchia…ma ancora con quel guizzo ferino negli occhi. E così, senza rendermene conto, cominciai ad imitare le sue cangianti espressioni, il suo sorriso e le faville di pericolo che sprizzavano nei suoi occhi celesti… Credo di aver già parlato della mia buffa tendenza a provare su di me le facce delle persone con cui sto parlando, a sentirmi addosso le loro sembianze, tanto che ancora oggi non riesco a decidermi: sarà il segno di un talento drammatico o camaleontico? Felix, comunque, se n’era accorto subito. Ero trasparente per lui. Mi leggeva già come un libro aperto, ma la cosa non mi dava fastidio. Mi accorsi che sorrideva fra sé , come divertito all’idea che io fossi un imitatore. Perché un po’ attore lo era anche lui, come aveva dimostrato nella scena con il macchinista, e sentii per lui un trasporto, un’affinità, non privi di affetto.”
In un andirivieni fuori dallo spazio e dal tempo si presentano i vari personaggi che determinano, nella loro relazione con Nono, altre caratteristiche del ragazzo, altre risposte al chiedersi “chi sono?”
Come nel caso di suo padre, abile detective della polizia di Gerusalemme che lo addestra a indagare la realtà alla ricerca di fuorilegge. I suoi sensi e la sua intelligenza sono all’erta. Ci si può veramente fidare di Felix?
Vi lascio la libertà e la soddisfazione di scoprire da soli quanto siano importanti uno scialle viola e alcune spighe d’oro per ricostruire, pezzo dopo pezzo, tutti i tasselli di una vita che è come un puzzle, dove aleggia un ultimo mistero: perché nessuno racconta mai niente di Zohara, la madre di Amnon, morta quando lui era piccolissimo?
Sento di non poter entrare troppo nei particolari della storia; le mie figlie dicono sempre che tendo a fare “spoiler”! Ma stavolta non voglio togliervi il divertimento. Leggetevelo lentamente o tutto d’un sorso, ma leggetelo, perché per me ne vale proprio la pena!
A dirla tutta, nel leggerlo lentamente, potrete scoprire il modo fluido, ricco, evocativo ed efficace con cui scrive David Grossman. Buona lettura!

prossimo appuntamento Martedì 6 settembre 2016- libri in lettura “un Karma Pesante” della Bignardi e “atti osceni in luogo privato” di Missiroli.

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poesie di Fragola

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poesie di Fragola adesso è anche una pagina di Facebook. Ogni volta che mi viene in mente qualcosa ne lascio traccia lì, per ritrovarle subito.

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Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa. Storie di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi

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Il libro di Mario Calabresi non mi ha catturata subito ma, diligentemente, mi sono sforzata di leggerlo per intero. Era il libro per l’incontro di Giugno con le amiche e gli amici di Parole da leggere
La narrazione scarna mi ha bloccato per le prime trenta pagine e il mio interesse si è risvegliato dopo due settimane, leggendo il titolo del quarto capitolo.
Dovrete riconoscere che “LE ACCIUGHE FANNO ANCORA IL PALLONE” nasconde un fascino ed un mistero a cui non ho saputo resistere! Le imbarcazioni sistemate “a triangolo, il mare è un olio, e sul sonar del capitano si vedono le acciughe fare il pallone…. Una massa tonda che sbanda e si ingrossa, sotto di loro viene passata la rete” .
Ho trovato significative alcune frasi del pescatore che diventano, insieme ad altre testimonianze dirette, la vera forza di questo libro… infatti le parole testuali dei vari protagonisti sono un vero e proprio vademecum per coltivare speranza e ottimismo verso la vita.
Elia Orecchia, 23 anni, afferma: “ Basta giocare in difesa, preoccupandosi di salvare solo quello che si è sempre fatto; meglio sperimentare per provare e cambiare… Ce ne vuole di coraggio a palpeggiare acciughe e meduse anziché andare in discoteca”.
Il quinto capitolo, poi, lo trovo interessantissimo, forse perché si parla di un insegnante!?!
In realtà trovo splendido il messaggio riguardante il coltivare la creatività e l’umorismo, quali salvavita nelle situazioni più cupe e difficili e, inoltre, la bambina, ancora nascosta tra le mie abbondanti pieghe, adora tantissimo le trottole! Spero di non dimenticare troppo presto il consiglio del professor Cesa Bianchi di non perdere mai le occasioni e di continuare a muovermi, a leggere, ad avere rapporti sociali, far girare la mia trottola senza fermarmi alla prima caduta!
Il sesto capitolo è mio! In quanto madre di due ragazze che si affacciano alla vita adulta, sono costretta a piroettare in cerca di nuovi equilibri!
I saggi cinesi la sanno lunga:”Bisogna comportarsi come i pesci in un grande fiume. In caso di improvvise correnti ed ostacoli, il pesce deve adattarsi velocemente ai cambiamenti, che non può prevedere. E saprà sempre istintivamente reagire.” Auguro alle mie figlie di possedere in abbondanza la capacità di non seppellire il loro istinto sotto la coltre dei miei pavidi ragionamenti!
E mi ricollego quindi al messaggio contenuto a pag 62 (Mondadori, Strade blu, 2014). perché spero di riuscire come genitrice ed educatrice ad avere sempre la forza di assecondare una richiesta come quella di Peter Lochoro: “fateci fare da soli, lasciateci la responsabilità, seguiteci magari, ma fateci affrontare le cose da soli, cosicché sul lungo periodo riusciremo a essere autonomi.”
Andando avanti nella lettura, mi ha straziato la narrazione di pag 78 e penso al difficile compito di essere costruttori di culture positive per contrastare le violenze e gli stereotipi. Ma so che possiamo essere capaci di “seguire il tempo e danzare al battito del cuore di un altro essere”… diventando sempre più consapevoli di quanto sia importante entrare in empatia!!!
Del decimo capitolo apprezzo la testimonianza della rivincita di un cosiddetto “somaro”, tema trattato anche nel libro di Pennac , “Diario di scuola”. Aldo Bongiovanni ha saputo vedere il nuovo nel mantenimento della tradizione della macinatura a pietra. Ha seguito le richieste del mercato dei consumi alimentari ed ha investito sulla produzione di cereali e sementi utili per celiaci, vegetariani e vegani. Apprezzabile la sua capacità imprenditoriale, ma non riesco a togliermi dalla bocca il gusto amarognolo dell’opportunismo, così lontano dalle mie corde. La mia coscienza si ribella, come quella di Silvio Novembre; per concludere sintetizzo gli ultimi capitoli così: per non diventare un numero e restare sempre esseri umani, agire con sforzo ma con soddisfazione, così da vivere la vita senza nessun rimpianto né, aggiungo io, sensi di colpa.
Alla prossima lettura!

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Peony-mese delle peonie

Il mese di aprile per la nostra famiglia è stato all’insegna delle Peonie…

peonie profumatissime, dal delicato colore rosa ci hanno dato il benvenuto al primo incontro di Parole da leggere

peonie magenta sono sbocciate per il compleanno di Ribes ed hanno ispirato poesie, foto e ricerche artistiche sulla pittura Ukiyo-e...

di questa particolare tecnica artistica puoi trovare notizie su wikipedia o qui e ne vedi un esempio nell’immagine di apertura di questo post

Stasera ci sarà il secondo incontro del Circolo di lettura e parleremo del libro “La società letteraria di Guernsey”.  Questo romanzo che dipana la sua storia in un susseguirsi di epistole, mi ha catturato subito e vi consiglio caldamente di leggerlo.

Il mio personaggio preferito è Isola Pribby!  fatemi sapere se lo avete letto e quali impressioni vi ha lasciato.

 

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fior di peonia…

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peonia d’april
presagio di futuro
in fioritura

by Fragola

dedicata alle mie figlie e alle loro idee sempre in fermento.

Ecco come la “dea color ruggine” che si celava dietro ad una maschera…

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ha deciso di farsi fotografare dalla sorella Ribes

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photo by Rebecca Borracci

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