Giocare con l’arte.Identi-paint 2

Oggi  il gioco prosegue sulla pagina Antonio Borracci-Pittore su Facebook.

Il colore stavolta è  il rosso e i particolari sono stati presi da questi quadri:

Tiziano- Ritratto di Isabella di Portogallo

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Frida Kahlo- Le due Frida

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Mirò – Le soleil rouge

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Piero della Francesca- doppio ritratto dei duchi di Urbinopiero4-768x534

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Giocare con l’arte. identi-paint 1

Oggi mi è  presa la voglia di giocare con quattro dipinti famosi, il cui filo conduttore è  il colore primario blu.

Sulla nostra pagina Facebook Ribesmirtilloefragola Borracci ho postato un particolare di ogni quadro invitandovi ad indovinare a quale quadro appartenesse.

Ecco qua le soluzioni!

Kandinskij- improvvisazione VII o tempesta

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Picasso- il vecchio chitarrista cieco

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Renoir- la parisienne, la donna in blu

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Vincent Van Gogh- ritratto del postino Joseph Roulin220px-vincent_van_gogh_joseph_roulin

Li conoscevate?

 

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Parole da leggere-Quarta parte. La ragazza delle arance.

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Anche stavolta dalla scatola delle proposte letterarie per il prossimo mese è saltato fuori un titolo suggerito da me. Le prossime volte non inserirò niente nella scatola. Ho voglia di leggere qualcosa di nuovo!
Ma ho riletto con piacere “La ragazza delle arance” di Jostein Gaarder.
Ho scoperto questo libro qualche anno fa, durante i momenti di autoaggiornamento estivo che contrassegnano la mia esperienza didattica. Un libro tira l’altro: da Goleman e la sua “intelligenza emotiva” passai ad “intelligenza emotiva per un figlio” di Gotman, giunsi poi a scoprire il filosofo Fernando Savater ed “etica per un figlio” per planare infine su un filosofo norvegese e i suoi romanzi sull’etica. Fu amore a prima vista!
“……Non voglio dire che la storia in sé sia un tipico racconto da bambini, proprio no, ma mio padre la scrisse per me. scrisse la storia della “ragazza delle arance” affinché la leggessi una volta che fossi grande abbastanza da poterla capire. Scrisse una lettera per il futuro…”
È una storia scritta a quattro mani, in un dialogo impossibile tra un padre che non c’è più ed un figlio che ne trova la lettera ad anni dalla morte. Si dipana così il racconto dell’incontro tra Jan Olav e la misteriosissima ragazza delle arance, di occasioni cercate e perse, di destini incrociati:
“Non credo mi avesse notato, ma improvvisamente alzò lo sguardo dal libro che stava leggendo e mi guardò dritto negli occhi…… mi fece un sorriso pieno di calore, e quel sorriso, Georg, avrebbe potuto sciogliere il mondo intero, perché se il mondo l’avesse visto avrebbe avuto la forza di fermare tutte le guerre e tutte le inimicizie del pianeta….”
Arriva una cartolina da Siviglia! Da quanto non ricevete una cartolina? “Ti penso. Riesci ad aspettare ancora un po’?” tutti ne vorremmo ricevere una simile!
Quindi si parla di un grande amore che nasce, che cresce, che trova compimento: “Fu Veronika a insegnarmi ad affinare sempre più i sensi alle piccole finezze della natura, ce n’erano un’infinità. Potevamo cogliere un anemone o una viola e restare a studiare quella piccola meraviglia per minuti. Il mondo, non era il mondo una grande favola travolgente? …..
Eravamo cosi pieni di passione, Georg, così aperti e spensierati. Spero che anche tu abbia ereditato un animo aperto a questi piccoli misteri. Non sono meno affascinanti per il pensiero di quanto lo siano le stelle e le galassie nel cielo. Credo che ci voglia più ingegno a creare un calabrone che un buco nero.” Si parla quindi dell’amore tra due persone che si allarga alle cose essenziali della vita, della meraviglia e dello stupore di un padre per la favola del mondo.
E la narrazione del padre si mischia ai pensieri del figlio adolescente, appassionato di astronomia: “è pazzesco anche solo pensare che esiste un universo. Ma ci sono delle ragazze che non sono in grado di vedere che esiste un universo al di là del loro mascara…o ragazzi che non sono in grado di lanciare uno sguardo oltre il loro pallone. C’è comunque una bella differenza tra uno specchietto per il trucco è lo specchio di un telescopio. Credo che questo sia quello che viene definito un cambiamento di prospettiva “.
E il mio viaggio nelle loro riflessioni prosegue scoprendo un matematico e poeta danese, Piet Hein, e i suoi versi. “Coloro che non sanno vivere ora non vivranno mai. Tu cosa fai?”
(e cercherò anche Marta Tikkanen e Darling Gnelsvik)
Vi invito a leggerla questa meraviglia e vi stuzzico con un indovinello! Chi pronuncia queste frasi?
Potete scegliere tra queste persone: A Nonna B Mamma C Einar D Georg E Nonno F Jorgen
1 “Facciamoci una partitina a carte prima di andare a dormire
2 “è l’attitudine che conta”
3 “Siediti qui, dai Georg, così chiacchieriamo un po’”
4 “Noi ricchi ce la passiamo bene”
5 “Ma non sei ancora stato in mare, amico mio!”
6 “Sì , grazie, tutti e due”
Aspetto le vostre risposte.
Il padre stuzzica il figlio con una serie di domande, tra cui ne emergerà una fondamentale.
“Qual è quella forza insondabile che decora la terra con fiori di tutti i colori dell’ arcobaleno, e che orna il cielo notturno con un prezioso pizzo fatto di stelle scintillanti?
Il mondo non è forse una favola? Cosa ci dispiacerà lasciare? Posso essere sicuro che non c’è un’altra esistenza dopo questa?”
Ma non vi svelo quella più importante!
Vi saluto invece cosi!
“La vita è una lotteria gigante dove si vendono soltanto i biglietti vincenti.”

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X Rassegna di pittura e scultura Bagno a Ripoli- premiazione

Con somma soddisfazione vi comunico che l’opera  “Finestra sul fiume” di Antonio Borracci ha vinto il secondo premio della categoria Pittura! 20160914_060838-1-120160914_063257-1

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X Rassegna di Pittura e Scultura a Bagno a Ripoli

La mostra ospita le opere in concorso di molti artisti Ripolesi ed è aperta tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.  Merita di essere visitata per l’alto livello qualitativo delle opere esposte tra le quali troverete anche “Finestra sul fiume” e “Mattino d’estate (sul Grassina) di Antonio Borracci.

 

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Parole da leggere(parte terza)- Atti osceni in luogo privato

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Cercando informazioni sull’opera raffigurata in copertina nel libro di Missiroli, mi sono imbattuta in un articolo di Annalisa Veraldi sulla sua intervista con l’autore.
“Metti una sera oscena. Cronaca di un incontro con Marco Missiroli.
…..è inevitabile iniziare questo incontro informale discutendo della copertina.
Si tratta della riproduzione di una celebre fotografia di Erwin Blumenfeld del 1967, “Holy Cross (In hoc signo vinces)”. Missiroli mi domanda: Che cos’è? Il sedere di una donna? Il sedere di un uomo? Un divano? Che effetto vi fa?
L’effetto è destabilizzante, questo è certo, e forse anche imbarazzante, ma secondo l’autore l’imbarazzo è un sentimento che non ci possiamo permettere.
Partiamo dalla trama: il libro si apre con il racconto dell’esistenza del giovane protagonista del libro, Libero Marsell, dodicenne che da pochi giorni si è trasferito con la sua famiglia da Milano a Parigi.
L’atmosfera che si respira scorrendo le prime pagine è subito quel frizzante fermento tipico di una famiglia agiata degli anni Ottanta che vive in un quartiere “bobo”, bourgeois bohémien, diParigi (o come si direbbe a Milano, “Radical Chic”).
Catapultato in un tale caleidoscopio di sensazioni, Libero verrà presto sconvolto da alcuni eventi fondamentali: prima scoprirà la sessualità e l’autoerotismo, poi l’impegno politico attraverso la morte di Jean Paul Sartre e infine la fragilità umana, dopo la dolorosa separazione dei suoi genitori.
Queste scoperte esploderanno nell’animo del giovane protagonista con un effetto detonante e sarà solo grazie al suo sogno proibito, Marie De Lafontaine, bibliotecaria più vecchia di lui di 15 anni, che Libero troverà la sua rotta, attraverso l’amore per la letteratura.
Dallo Straniero di Camus, al Deserto dei tartari di Buzzati e via via con Maugham e Carver, in queste pagine i libri, i film e le canzoni si alternano a formare quel mosaico umano che da sempre riflette la complessità di ciascuno di noi.
Quelli parigini saranno per Libero anni di scoperte e di delusioni, anni in cui vagare, innamorarsi, tentare, rinunciare, perdersi.
Fino alla decisione di abbandonare tutto per trasferirsi di nuovo a Milano.
La seconda parte del romanzo è ambientata a Milano.
Il cielo cobalto di Parigi lascia allora il posto al grigio, allo studio legale, a donne sole e depresse che elemosinano affetto senza riuscire a distillarne neanche una goccia.
Sono anni senza letture, sprecati in sesso compulsivo e senza vie di fuga.
Ma Milano è anche altro. Libero inizia a lavorare in un’osteria sui Navigli, dove trova un grande amico, Giorgio, il personaggio più riuscito di tutto il romanzo. È in questa città malinconica che Libero elaborerà il dubbio che percorre le pagine di tutto il libro: è possibile conciliare l’osceno con la vita?
Scene sessuali, masturbazione, fellatio e perversioni varie vengono descritti non per suscitare pruriti ma descrivere personaggi.
il finale: annacquato e precocemente risolutivo di un conflitto che sarebbe stato bene mantenere vivo fino in fondo.
Si tratta di una piccola falla che si inserisce nel contesto di un romanzo scritto bene, a tratti anche commovente.”

Fin qui l’analisi della Veraldi….la mia invece?
Beh…Non sono riuscita ad apprezzare questo libro, forse perché, io, non riesco a liberarmi dall’imbarazzo e mi disturba che più della metà del libro sia incentrata soltanto sulle pulsioni sessuali di un ragazzo. Ho letto stancamente, più per l’impegno preso con le amiche di “Parole da leggere” che per vero piacere.
L’’opera è suddivisa in periodi, in epoche della vita del protagonista. Personalmente mi sono ringalluzzita nella lettura soltanto verso la fine, leggendo la citazione di una poesia di Walt Whitman. e… udite, udite, mi è piaciuto proprio quel “finale annacquato”!

Infanzia si conclude a dodici anni con la scoperta del tradimento della madre e con la ricerca delle soddisfazioni dell’autoerotismo,
In Adolescenza facciamo conoscenza con Marie Lafontaine; “Scoprii che lei possedeva l’arte dell’ascolto e del bere in punta di labbra, snocciolava le olive in bocca tenendo gli ossi contro la guancia, tifava Saint-Germain e il suo libro preferito era Lo straniero di Camus…”
sarà una guida del protagonista nel mondo della letteratura e nelle scelte della vita oltre che il simbolo dei desideri più nascosti di Libero.
Giovinezza ci mette davanti alla morte di papà Marsell. “gli avevano pettinato i capelli con un ciuffo abbassato. glielo scompigliai e sentii che era freddo. Portava la catenina d’oro e la fede che non aveva mai voluto sfilarsi. Credeva nel matrimonio, nei ritorni dopo gli addii, nell’amore intermittente. Rimasi a guardarlo pere mezz’ora senza dire niente, il mio papà gelido e calmo. Poi gli dissi: Voilà, je suis seul. Tu seras avec moi. glielo ripetei nella sua seconda lingua. Sarai con me.
E lo baciai sulla punta dell’orecchio, piano, come aveva fatto lui con il suo bambino.”

Ed è anche il periodo del primo amore. Lunette ve la lascio scoprire personalmente.
Con Maturità si ha il ritorno di Libero a Milano, gli studi universitari, il lavoro presso un avvocato e nell’osteria dove incontra Giorgio, una nuova figura paterna, vera guida verso la maturità per il protagonista.
Adultità esprime il cambiamento, la svolta nella narrazione, l’arrivo dell’amore vero e completo per Anna, la scoperta della reale vocazione professionale.
(Qui Libero Marsell mi è diventato appena un pochino simpatico…. affinità tra insegnanti?)
“Capii davvero che Anna aveva chiuso il cerchio della mia vita quando un’altra Anna me lo mostrò. Sentii all’improvviso cos’era la femminilità per me, cos’era davvero, un pomeriggio di marzo. Stavo rileggendo le ultime pagine del Diario di Anne Frank, nel punto esatto in cui lei capisce di aver raggiunto una sua autonomia rispetto alla totalità della sua breve esistenza. “Poiché in fondo la gioventù è più solitaria della vecchiaia.” Alzai gli occhi e davanti a me c’era la mia, di Anna. Ognuna delle donne passate mi aveva dato qualcosa per trovarla e per capire la mia gioventù solitaria…”
Infine c’è Nascita e il cerchio ritorna alla partenza con la nascita di un figlio. Evento che precederà la dipartita della madre, la quale sceglierà una dolce morte lontano dai familiari, dopo aver scritto queste ultime righe: “fai in modo di dare ad Alessandro il significato del tuo nome, Libero. È tutto lì, mio ometto di mondo.”
Vi saluto con le parole di Whitman.
Se subito non mi trovi non scoraggiarti/ Se non mi trovi in un posto cercami in un altro/ In qualche posto mi sono fermato e t’attendo.
Ed ognuno si senta libero di cercare ciò che più gli aggrada!
Io prossimamente andrò alla ricerca di Marco Vichi e del suo Commissario Bordelli.

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Scacco al re….da Corleone- diario delle Sentinelle della Legalità

“Corleone 14 luglio 2011 (dai diari di LIBERARCIDALLESPINE)
Purtroppo siamo arrivati alla fine di questo magnifico campo di lavoro.
Stamattina abbiamo avuto il primo saluto da parte di Milos, che ci ha abbandonati. Tra alcuni pianti e un po’ di malinconia siamo andati, come ormai da alcuni giorni, in vigna. Il lavoro però è stato molto meno faticoso del solito essendo l’ultimo giorno. Abbiamo sistemato le ultime cose e poi ci siamo incamminati cantando a squarciagola alla fontana, diventata da giorni la piscina di noi ragazzi. Dopo un bel bagnetto, tutti pieni di alghe del fondo della fontana, siamo tornati a casa.
Nel pomeriggio, dopo il riposino, abbiamo fatto la verifica finale nella quale ci sono stati i ringraziamenti alla cooperativa che ci ha ospitati in queste due settimane e l’analisi di questi giorni in cui abbiamo scoperto nuove cose e ne abbiamo consolidate altre.
Alla fine della verifica Calogero ci ha consegnato gli attestati della cittadinanza onoraria di Corleone e questa è stata un’emozione e un onore per tutti noi.
Stasera andremo a fare “Scacco al re”, che preferiamo non anticiparvi cosa sia, perché speriamo che sia una sorpresa per tutti voi come lo è stato per noi; perfino noi lo abbiamo scoperto soltanto ieri sera di cosa si trattasse.
Giunti a questo punto dell’esperienza, non ci resta che augurare al prossimo gruppo di vivere un soggiorno intenso, emozionante e divertente come il nostro.
Le nostre vacanze dopo queste due settimane hanno acquisito un valore maggiore e quando torneremo a casa non dimenticheremo tutto ciò che abbiamo appreso.
Irene e Agnese”

…e siccome Fragola è curiosa…ha digitato su Internet “scacco al re Corleone…..e ha trovato questo e altro….

nota aggiunta il 16 agosto 2016 (guarda qui )

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